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MILANO - Una sala gremita in ogni ordine di posti, frutto di un "tutto esaurito" raggiunto già diversi giorni prima della manifestazione, è stata la lusinghiera premessa da cui ha preso il via J Factor 2017, nona edizione del talent show cristiano ideato e portato avanti dall'infaticabile Angelo Maugeri.


LA CRONACA | A confrontarsi, dodici artisti e band selezionati nei mesi scorsi dallo staff di J Factor tra 137 candidature, suddivisi in tre categorie: Thales Barbosa da Milano, Sara Lani da Roma, Corah da Torino ed Erika da Monza per la categoria interpreti, guidata da Massimo Morandi; Ruach Elohim da Napoli, Peppe&Simo da Ragusa, Aron Music da Modena, Complementary Opposite da Roma (formazione partita come riserva ed entrata in corsa per sostituire il forfait dei Neapolitan Gospel) per la  categoria gruppi, diretta da Giuliana Ferraz; Sharon Tabone da Gela, Santo da Piacenza, Ismaele Manno da Brescia e Dinamo da Napoli per la categoria cantautori, capitanata da Sara De Marco. A valutare le performance, come sempre, una giuria di giornalisti, impresari e pr composta quest'anno (dopo una girandola di sostituzioni) da Mauro Caldera, David Bazan, Paki Arcella e Jason Greenwich, coordinati da Paolo Jugovac.

Dopo l'apertura con la vincitrice dell'edizione 2016, Anita Mazzarella, nella prima manche si sono confrontate Erika (con "Quante volte o Dio") e Corah ("His eyes are on the sparrow"), la band dei Ruach Elohim ("In battaglia") e il duo acustico Peppe&Simo ("Seguirti"), la profondità di Sharon Tabone ("Tu sei") e il pop-rock di Dinamo ("Se lo vuoi"), le soluzioni acustiche di Thales Barbosa ("Carry my soul") e l'intimismo jazzato di Sara Lani ("Tra di noi"), il duo femminile delle Complementary opposites ("Rimango forte") e il rock deciso degli Aron Music ("Nella tua presenza"), Ismaele ("Toccare il cielo") e il rap non scontato Santo ("Padre nostro").

Dopo la prima selezione, la seconda fase ha visto invece i confronti tra Corah ("Wonderful merciful saviour") e Thales Barbosa ("La scelta migliore"), Peppe&Simo ("Redento") e Aron Music ("Più di te"), Sharon Tambone ("Fedele lui è") e Santo ("Da solo con te").

LA FINALE | Dal secondo turno sono approdati in finale Corah ("Non colpevole"), Aron Music ("Più di te") e Santo ("Torna alla polvere"). Tre stili completamente diversi: la giuria ha dovuto scegliere tra l'interpretazione potente e matura (nonostante l'età) della prima, che perde qualche punto quando passa all'italiano; il rock deciso ma un po' "pestato" (secondo la definizione dei coach) dei secondi; le composizioni efficaci e profonde del terzo, che però a tratti rischiano di venire penalizzate da un'interpretazione eccessiva.

Alla fine ha prevalso Santo per l'originalità della proposta e le potenzialità espresse, mentre il premio della critica è stato assegnato a Corah; terzi ma non ultimi gli Aron Music, che festeggiano una finale e un disco ormai in via di pubblicazione.

SORPRESE | Indubbiamente una costante di questa nona edizione sono stati i fuori programma. E se i problemi tecnici sono quasi fisiologici a margine di iniziative di questa portata, nessuno si sarebbe aspettato un vero e proprio black out che ha lasciato a metà alcune performance - in particolare quella dei simpatici Peppe&Simo - e ha quasi spiazzato perfino il professionale Manuel Manima, un presentatore capace di coinvolgere e, all'occorrenza, tenere a bada il pubblico.

Eppure, viene da dire, la parentesi al buio è stata il momento più genuino della serata, speso tra preghiere, improvvisazioni e un inedito "Oh happy day" intonato a cappella dai partecipanti. L'episodio è certamente marginale, ma testimonia una comunanza di intenti e di interessi, di passione e di devozione che si allinea allo spirito dell'iniziativa: un momento di musica, valori, amicizia, dove talenti in erba (ed è successo anche quest'anno) si applaudono a vicenda, si abbracciano, si congratulano e si consigliano con sincerità tra loro, a prescindere da premi e giurie.

J Factor, alla vigilia del decennale, si conferma quindi qualcosa di più di un talent: si afferma come una festa della musica cristiana, dove il messaggio del vangelo non viene comunicato solo attraverso i testi dei brani.


Paolo Jugovac per Evangelici.net

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